giovedì 11 giugno 2009

Elementi teorici e strutturali del report

Il Report Impresa integra:

  • i dati identificativi del soggetto richiesto.
  • i dati sintetici di bilancio su fatturato, valore della produzione e numero di dipendenti.
  • i codici RAE (Ramo di Attività Economica) e SAE (Settore di Attività Economica)
  • l'elenco dei soci e degli esponenti d'impresa e le loro cariche in altre società.
  • i protesti su sede ed esponenti d'impresa.
  • le informazioni pregiudizievoli su sede ed esponenti d'impresa.
  • l'elenco delle società controllate e collegate.
  • le informazioni sulla sede e sulle unità secondarie.
  • le procedure concorsuali in atto
  • gli abstract delle notizie pubblicate da oltre 130 quotidiani nazionali, regionali e locali
    sull'impresa.
  • il rating (valutazione), che consente di avere immediatamente un quadro generale dell'affidabilità di un'impresa.
  • a richiesta, i Bilanci Riclassificati, per conoscere il reale stato economico delle società di capitali e per contestualizzarne le performance all'interno del settore d'appartenenza.

I sistemi di reportistica, sono un ambito dei sistemi informativi e si occupano di fornire supporto alle decisioni strategiche di un’organizzazione.
Un report informativo è un documento agile e centrato su dati interessanti per il soggetto a cui è diretto, è costituito da visualizzazioni tabellari e grafiche.
Quando si conoscono di un report più dimensioni di analisi è possibile raccogliere e rappresentare i dati in un ”ipercubo informativo”, in cui ogni componente di un dato è rappresentata su una dimensione spaziale, studiando così le dipendenze di queste dimensioni.

Oltre alle dimensioni, e alla misura, ogni report ha:

- Aggregazioni: aggregazione di dati che permette una visione congiunta di dati e informazioni

- Le funzioni aggregate: permettono di supportare le funzionalità del provider di dati.

Tecniche note nella visualizzazione dei report sono:

  • Drill-down: (perforare un terreno) possibilità - una volta visualizzato il dato complessivo relativo ad una dimensione gerarchizzata di analisi - di esplorare tutta la gerarchia.
  • Slice & Dice: (operazione di divisione di una torta) possibilità di restringere l’analisi solo ad alcune delle occorrenze delle dimensioni e solo ad alcune delle dimensioni proposte. I dati visualizzati si riferiranno unicamente alle occorrenze selezionate.

Le funzioni di aggregazione eseguono un calcolo su un set di valori e restituiscono un valore
singolo. La dimensione di un report si riferisce ad uno spazio K dimensionale
in cui si collocano le unità statistiche, è una forma di visualizzazione geometrica. Nel
momento in cui più unità presentano le medesime modalità in più caratteri, sarà possibile aggregarle mediante una funzione che vada a sintetizzarle per poterle poi rappresentare in una semplice matrice di dati. La funzione di aggregazione è detta "misura", per ricondurre il tutto ad uno schema matriciale, si opera una misurazione di ciascuna modalità: una sintesi,
una aggregazione.
Nei database, le funzioni di aggregazione più diffuse sono:

COUNT
Restituisce il numero di righe che soddisfano la condizione specificata nella clausola WHERE.


SUM
Questa funzione somma tutti i valori di una colonna. La funzione SUM opera soltanto con i numeri, se viene applicata a un campo non numerico, si ottiene un messaggio di errore.


AVG (average)
Calcola la media aritmetica dei valori di una colonna. La funzione AVG opera soltanto con i numeri.

MAX
Questa funzione serve a trovare il valore massimo di una colonna. La funzione MAX opera anche con i caratteri.


MIN
Questa funzione opera in modo analogo a MAX, ad eccezione del fatto che restituisce il valore
minimo di una colonna.
La funzione MIN opera anche con i caratteri: la stringa ‘AAA’ è minore della stringa ‘BB’.


L'obiettivo di un Sistema di Reportistica all'interno di una organizzazione è quello di documentare in maniera dettagliata ed analitica le attività di preminente interesse: questo patrimonio informativo deve essere sempre aggiornato e corretto secondo un'univoca prassi organizzativa che lo tuteli da lacune ed incongruenze. I Sistemi di Reportistica vengono sviluppati in ambiti aziendali complessi che hanno previsto una soluzione di Datawarehouse. Una delle finalità di un processo di Datawarehouse è proprio quella di strutturare un contesto informativo hardware e software capace di rispondere alle esigenze dello scenario organizzativo nel senso più ampio possibile. In tali contesti si hanno coerenza e consolidamento dei dati, velocità nell’accesso alle informazioni esupporto per l’analisi delle stesse. Con l'aumentare della mole di dati a disposizione di una organizzazione i vantaggi di un'elaborazione centralizzata dei documenti si palesano nei tempi di esecuzione dei singoli report: la particolare configurazione hardware delle postazioni su cui vengono materialmente ospitate le risorse del sistema permette l'ottimizzazione delle richieste al sistema e ne diminuisce il carico di attività rispetto alla situazione in cui singoli utenti ricercano
informazioni individualmente. La standardizzazione dei documenti consente inoltre - secondo
l'approccio all'informazione come bene aziendale - una distribuzione ottimale delle conoscenze ed una visione dell'attività più conforme e concorde fra le varie funzioni dell'organizzazione, di
continuo aggiornata sulla base della disponibilità della fonte dei dati.
Le fasi di sviluppo di un sistema di reportistica sono :
1)Identificazione delle Esigenze Informative e di Visualizzazione
2)Identificazione del Contesto Informativo e delle Fonti
3)Identificazione della Configurazione del Sistema Hardware/Software
4)Fase di Integrazione Hardware/Software delle Risorse Informative
5)Preparazione del Report
6)Validazione del Report
7)Fase di Collaudo del Sistema
8)Fase di Esercizio del Sistema di Reportistica
9)I Sistemi di Reportistica - integrati in progetti di Business intelligence - permettono all'utente
finale di disporre di una serie di funzionalità in aggiunta ai report veri e propri
10)Metadati (una descrizione dei dati, così da assicurarne la comprensione)
11)Analisi di tipo tradizionale statistico
12)Rappresentazione con GIS (Sistema informativo geografico)
13)Esecuzione di Script personalizzati con linguaggi di basso livello
14)Uso di Componenti Web


Architettura di un sistema di reportistica:
Si parla di Architettura di Sistema_client/server di un Sistema di Reportistica informatizzato se esso è funzionalmente strutturato in modo da conservare in un singolo Repository - un Dominio, logicamente associato al Server - i documenti prodotti rendendoli accessibili dalle postazioni Client dei fruitori. La funzione di centralizzazione può essere prevista da architetture complesse ed integrate all'interno di Reti e può prevedere differenti livelli di autorizzazioni e di relativa operatività sul sistema (utenti amministratori, utenti visualizzatori, utenti modificatori e creatori di nuovi documenti, etc..). La fruizione dei documenti finali può essere allargata anche agli utenti di una comunità più ampia . Più in generale, sempre più spesso i siti di Enti ed Istituzioni possono prevedere Sistemi di Reportistica via web che permettano da un lato di documentarne le attività, dall'altro di rendere disponibili dati di sintesi per approfondimenti tematici. I documenti - una volta strutturati e prodotti - vengono resi disponibili alla visualizzazione da parte degli utenti e da questi possono essere salvati sulla postazione locale. Laddove il sistema lo preveda e lo permetta il singolo utente può a sua volta modificare il documento salvato e renderlo fruibile reinviandolo al repository.
Il sistema può mantenere traccia delle variazioni e dei relativi autori e assicurare che il documento sia aggiornato in conseguenza a nuovi caricamenti di dati sui sistemi alimentanti.

mercoledì 10 giugno 2009

Formalizzazione dei concetti statistici di base

Unità
L'oggetto dell'osservazione di ogni fenomeno individuale che costituisce il fenomeno collettivo è detto unità statistica.

Carattere
fenomeno oggetto di studio, le cui diverse manifestazioni, dette modalità, vengono rilevate o misurate sulle singole unità che costituiscono la popolazione.

Classificazione
Le attività di classificazione hanno il fine di organizzare le entità del dominio in esame, la collocazione delle entità nei diversi contenitori si basa sulla individuazione di differenze di rilievo tra le entità stesse, cioè su processi di distinzione.

Matrice dati
Consiste in un insieme rettangolare di numeri o più in generale di caratteri, dove in riga abbiamo le unità statistiche ed in colonna le variabili; in ogni cella derivante dall'incrocio tra riga e colonna
abbiamo un dato, ossia il valore registrato per una particolare variabile ed un particolare caso.

Dimensione
Attributo strutturale di un cubo, ovvero una gerarchia organizzata di categorie (livelli) che descrivono i dati della tabella dei fatti.

Funzione di aggregazione
Funzione che esegue un calcolo su una colonna in un set di righe e restituisce un unico valore.

Aggregazione
Tabella o struttura contenente dati precalcolati per un cubo.

Cubo
Set di dati organizzati e riepilogati in una struttura multidimensionale definita da un set di dimensioni e misure con il ruolo di raccogliere utenti o gruppi con le stesse autorizzazioni di accesso allo stesso.

Misura
Le misure sono i valori su cui si basano l'aggregazione e l'analisi.

Aggregate functions
Forniscono informazioni statistiche relative ad un set di records (domain). Per esempio, e` possibile utilizzare una aggregate function per contare il numero di records di un recordset, oppure calcolare il valore medio dei valori di un particolare campo.

Rapporto tra terminologia statistica e informatica

Campo di osservazione
Ambito della rilevazione definito dal "caso statistico", ossia dalla categoria di enti che hanno lo stesso nome ("nome comune"). Gli enti rientranti nel campo e sottoposti a rilevazione si chiamano unità statistiche.

Unità campionaria
Unità che compone un campione. Conviene distinguere questa denominazione da quella di "unità di campionamento", con la quale si intende una delle unità che compongono un aggregato che deve essere sottoposto a campionamento.

Unità di rilevazione
Unità empirica su cui si basa la rilevazione. Non coincide necessariamente né con l’unità che fornisce le informazioni ("unità d’informazione"), né con l’unità statistica cui, in ultima analisi, si è interessati, ogni volta che essa ne raggruppa più d’una ("unità di analisi", "unità di tabulazione").
Nel censimento della popolazione, la famiglia di censimento è una delle unità di rilevazione; se la famiglia è composta di un solo membro, l’unità di rilevazione coincide con l’unità statistica di analisi, altrimenti si hanno tante unità di analisi quanti sono i membri della famiglia, in corrispondenza di una sola unità di informazione (il capofamiglia).

Unità di tabulazione
Unità di cui, in una tabella, si presenta la classificazione secondo un assortimento di modalità di caratteri. Il nucleo familiare, in un censimento demografico, non è l’unità statistica (il censito), né una di quelle di rilevazione, ma una derivazione da una di queste (la famiglia di censimento) attraverso il carattere "relazione col capofamiglia"e costituisce oggetto di classificazione e pubblicazione in tavole specifiche.

Unità sperimentale
Unità sulla quale si effettua un esperimento statistico.

Unità statistica
Unità elementare della popolazione statistica. Può trattarsi di una persona fisica (il censito, il
dimesso da un istituto di cura), di una persona giuridica (l’impresa), di un’istituzione (un istituto scolastico), di un evento (un matrimonio, una nevicata) etc.

Tabella di contingenza
Con riferimento a due variabili qualitative, è la tabella a due entrate (righe, colonne) nella quale sono classificabili le osservazioni di un aggregato statistico. Nella tabella, l’elemento nij,
all’incrocio della riga i e della colonna j, è il numero di unità statistiche che possiedono
congiuntamente la modalità i-esima della variabile posta nel senso delle righe e la caratteristica jesima di quella posta nel senso delle colonne.
Un Database Management System è un sistema software progettato per consentire la creazione e la manipolazione efficiente di database.
I DBMS rivestono una funzione di fondamentale importanza in numerosi campi, dalla contabilità, alla gestione delle risorse umane, dalla finanza fino ai contesti tecnici come la gestione di rete o la telefonia.
All’interno dei DBMS i dati sono organizzati in database costituiti da tabelle. Le tabelle sono
organizzate in una serie di righe e di colonne. Le righe rappresentano, secondo il linguaggio
informatico, dei record cioè registrazioni di tipo individuale.
Questi elementi vengono definiti dagli statistici unità statistiche o entità. Nelle colonne avremo invece i campi o i field, cioè attributi variabili per gli statistici. La coppia attributo identità definisce un valore che per gli informatici prende il nome di misura mentre per gli statistici quello di modalità.
La matrice dei dati può essere definita come l’insieme dei caratteri e delle unità statistiche
osservate. Da questa matrice è possibile passare alla tabella di contingenza o di associazione; in esse si riportano frequenze congiunte tra più variabili. Queste tabelle rappresentano per gli statistici dei punti di partenza; per gli informatici invece costituiscono dei report.

Le tabelle di contingenza sono tabelle utilizzate in statistica per rappresentare e analizzare le
relazioni tra due o più variabili. In esse si riportano le frequenze congiunte delle variabili.
Generalmente le tabelle comprendono dati nominali raggruppati in categorie. Il caso più semplice implica due variabili casuali dicotomiche: le righe della tabella rappresentano i risultati di una variabile e le colonne i risultati dell'altra, i numeri all'interno della tabella sono le frequenze di una particolare combinazione di categorie.
Il report aziendale è uno strumento che consente di valutare, attraverso le informazioni, lo stato di salute di una qualsiasi società di capitali o di persone.
Esso è costituito da due elementi fondamentali, che sono:
- dimensioni: sono i caratteri che si misurano sulle unità statistiche; essi costruiscono la parte del
report che non cambia. Di solito quando si considera un report si cerca di non considerare più di due dimensioni, per permettere all’ interessato di ottenere maggiori informazioni sul carattere che ha scelto di studiare.
- misura: un’ elaborazione calcolata su unità statistiche; essa costituisce la parte quantitativa del report che deriva dall’ aggregazione della matrice di dati (come la somma dei soldi spesa di un cliente).
Per costruire un report è necessario considerare le relazioni che s’instaurano tra le diverse tabelle al fine di riunificare l informazione.
In realtà il report è un documento aziendale che viene visualizzato da tutti gli stakeholders, interni ed esterni dell’ azienda.

martedì 9 giugno 2009

La piramide della conoscenza: riflessioni su dati, fatti, informazioni, conoscenza.

Dati, informazione e conoscenza: tre termini chiave in quanto costituiscono i tre elementi componenti di una vera e propria Piramide della conoscenza.
Alla base della piramide troviamo il "dato" , elemento base, descrizione elementare di un evento potenzialmente d'interesse.
Le informazioni -o esperienze esplicite- sono di norma dati aggregati o trattati ai quali viene attribuito particolare valore.
A partire dallo stesso dato si possono trarre dunque informazioni diverse, quindi risulta fondamentale la corretta codifica di un’ informazione.
La conoscenza è la consapevolezza e la comprensione dei fatti, verità o informazioni ottenuti
attraverso l’esperienza o l’apprendimento: rappresenta l’autocoscienza del possesso delle
informazioni connesse tra loro.
L’aspetto sostanziale della conoscenza è che mentre l’informazione può esistere indipendentemente da chi la può utilizzare, e quindi può in qualche modo essere preservata su un qualche tipo di supporto (cartaceo, informatico, ecc…), la conoscenza esiste solo in quanto esiste una mente in grado di contenerla.
Risulta quindi chiaro che il ruolo del comunicatore non è altro che quello di procurarsi i dati dai quali trarre informazioni quanto più possibile oggettive e quindi avere la giusta conoscenza.
Senza informazione libera non c'è trasparenza in quanto non c è possibilità di risalire alle fonti e soprattutto di poter sventare un'informazione falsa. Ciò che i nuovi mezzi di comunicazione
offrono, in particolar modo Internet, è proprio la possibilità di ricercare nuovi orizzonti di conoscenza.
E mentre Internet cresce a vista d’occhio, il web 2.0 diventa termine di uso comune, i blogs attivi sono decine di milioni, lo UGC (user-generated content) viene adottato da agenzie pubblicitarie, cresce una sempre più evidente e paradossale scollatura fra l’immagine aziendale, il brand “luccicante” venduto sui media e nelle interviste, e la realtà incontrata da chi con la tua azienda ci deve interagire, anche solo per chiedere un rimborso, o una sostituzione. Spesso questa distanza supera di gran lunga l’immaginazione più creativa.
Tutta la strategia di comunicazione verte sul creare una facciata luccicante dove l' azienda è immodestamente sempre la migliore. Ma nella realtà fisica la “facciata”, il famoso brand, creato con tanto dispendio di energie e denari, comincia a vacillare:
  • i consumatori non sono più un’audience passiva scoprono i difetti di un prodotto ancora prima dell' azienda madre;
  • da consumatori ad agenti di marketing: sono loro che fanno scelte sempre più frequentemente guidate da interessi ecologici, sociali e comunitari, piuttosto che da desideri mirati esclusivamente a soddisfare il proprio piacere. In breve sono loro
    che dettano le mode e che determinano il successo di un prodotto;
  • i media vengono dal basso: blogs, wikis, feed RSS, strumenti di podcasting, web radio ed il live video streaming… possono fare tutto quello che fanno i grandi
    network, senza i costi ed i condizionamenti che gli stessi inevitabilmente comportavano.

lunedì 8 giugno 2009

Documenti aziendali

L'organizzazione del documento in tutte le sue parti è parte intergrante dell'immagine e dello status di un'azienda.
La consapevolezza dell’importanza di rendere partecipe della vita aziendale ogni singolo impiegato, ha esplicitato il bisogno di comunicare il cambiamento all’interno dell’azienda, prima ancora di veicolarlo all’esterno: sono andati così strutturandosi innovativi modelli di organizzazione orientati alla comunicazione, per diffondere in maniera chiara ed impattante notizie, proposte e progetti al personale e agli stakeholders. I format di documento aziendale che meglio rispondono ai moderni dettami del marketing e della comunicazione interna, presentano analogie quali l' identity guidelines, ovvero linee guida da seguire per garantire la coerenza di formato sulla base della corporate identity. Quanto trasmesso visivamente o graficamente tramite ogni pezzo di carta pubblicato, dal biglietto da visita alla lettera, dalla pagina pubblicitaria alla newsletter tecnica o commerciale, dalla relazione annuale sull’andamento dei profitti, alla pubblicazione dei più disparati report aziendali: è d’obbligo un corretto uso dei font aziendali (quando usare quelli con le grazie e senza grazie, il grassetto, corsivo, ecc., dimensioni, stili standard per titoli, titolini, corpo testo, ecc.), uso dei margini e degli spazi, colore Pantone corretto, di modo che tutto sia riconducibile a prima vista ad una determinata azienda. Fondamentale in tal senso è la presenza del marchio logo e del descriptor, elementi base per l’immediata riconducibilità del documento all'azienda e ai valori che essa detiene. Anche la nostra università possiede un preciso programma di identità visiva, che è possibile visionare cliccando sul seguente link: http://www.uniroma1.it/ufficiostampa/identita.php .
Tornando alla comunicazione interna, essa serve principalmente per condividere il progetto organizzativo (la missione e la visione dell'organizzazione), diffondere il know how e organizzare il lavoro. Gli strumenti di comunicazione interna più diffusa sono gli House Organ, le Newsletter, i manuali, operativi, il Fact book/bilancio, le circolari e gli ordini di servizio, i Position paper, la reportistica e i progetti, le relazioni.
Le relazioni aziendali riguardanti il fatturato annuo, le politiche adottate, i progetti sposati, o qualunque altro aspetto di interesse per l’azienda, debbono essere in primo luogo chiare e dettagliate.
È preferibile evitare uno stile retorico ed è necessario tenere bene in conto le competenze tecniche e il know how del pubblico di riferimento in modo da confezionare una relazione comprensibile a tutti. La stessa, nel rispetto dei canoni dell’ identità visiva, sarà impaginata utilizzando il font aziendale, i colori e la formattazione istituzionali, sarà affiancata dal marchio logo e veicolata in formati testuali laddove se ne faccia una diffusione cartacea o tramite mail, oppure in ppt se la stessa dovrà essere presentata da un responsabile ad una riunione così come ad un meeting.
I medesimi accorgimenti comunicativi dovranno essere applicati a tutte le tipologie di documenti aziendali. Particolare attenzione va tuttavia ai cosiddetti elementi intangibili della comunicazione,un surplus emotivo che colpisca il fruitore, veicolando la vision e la mission aziendali, e trasmettendo chiaramente il senso di appartenenza al team aziendale e la preziosità del singolo contributo.

venerdì 5 giugno 2009

Connessioni tra le tecnologie e la mente umana


La diffusione delle tecnologie digitali (fine XX secolo) ha determinato importanti cambiamenti in tutti i campi e settori di attività con implicazioni sociali, culturali, politiche ed economiche. Le trasformazioni introdotte con i nuovi strumenti hanno avviato una rivoluzione che è innanzitutto cognitiva, modificando fortemente il nostro approccio alla conoscenza, attraverso nuovi supporti, nuovi prodotti, nuovi dispositivi di memoria e di gestione delle informazioni.
Derrick de Kerckhove, erede intellettuale di McLuhan, è tra i principali studiosi che hanno approfondito l’argomento delle connessioni tra le tecnologie e la mente umana, investigando le implicazioni determinate dall’uso degli strumenti tecnologici sullo sviluppo della psiche e sulla definizione di nuovi modelli mentali, in un approccio che considera i mezzi di comunicazione “come tecnologie che, investendo il linguaggio e il modo in cui lo utilizziamo, coinvolgono anche le nostre strategie di elaborazione delle informazioni” .
Derrick de Kerckhove sottolinea, dunque, che così come la scrittura non costituisce solo una capacità manuale, ma rappresenta soprattutto la possibilità di classificare e ordinare il pensiero, allo stesso modo l' utilizzo delle nuove tecnologie della comunicazione ha un'immediata ripercussione sulla nostra capacità di sviluppare nuove strutture e modelli mentali.
Il computer e i software si configurano come potenti alleati della mente umana, in grado di estendere notevolmente le nostre abituali capacità cognitive.
Caratteristica del software è la capacità di immagazzinare una quantità pressoché infinita di dati, oltre che di elaborarli ed eseguire su di essi calcoli e analisi sofisticate, invece la mente umana è dotata di creatività, di intuizione, interpretazione soggettiva e reazione agli imprevisti, dunque procede per concetti e non per calcoli.

Tuttavia oggi sono in molti a dimostrarsi scettici nei confronti della cosiddetta “Intelligenza Artificiale” , temendo un impoverimento dell’immagine dell’uomo e dei suoi valori, una sua impotenza di fronte alle sfide della vita. Questo storico dibattito dimostra come, in realtà, troppo spesso gli esseri umani finiscono per diventare vittima delle loro stesse creazioni, cercando di sfidare fino ai limiti del possibile la natura: non bisogna chiedere alla tecnologia di annullare la mente umana, bensì di rappresentare per essa un valido aiuto.